Soft Skills: quali sono le più importanti e come implementarle. Secondo il World Economic Forum, nell’attuale contesto lavorativo in continuo mutamento, nell’epoca della Quarta rivoluzione industriale che si va delineando sempre di più, sarà necessario e inevitabile che l’uomo si adatti ed implementi una serie di competenze che saranno indispensabili nei prossimi scenari di business.

Infatti, molti lavori lasceranno il posto a nuove categorie di occupazioni modificando e influenzando, di conseguenza, il modo di lavorare dei collaboratori. Tra alcuni anni ci saranno nuove professioni e ne scompariranno altre.

In tale contesto, sempre più tecnologico e complesso, in cui bisogna reagire attivamente nel prendere decisioni, convivere con i nuovi paradigmi produttivi e aziendali e interagire con tipologie sempre più diversificate di clienti è necessario, dunque, implementare le c.d. “soft skills”, o competenze trasversali, le sole in grado di fare realmente la differenza nel mercato del lavoro.

Quali sono le soft skills più importanti secondo il Word Economic Forum

Il mondo sta diventando sempre più complesso, travolto da emergenze, in piena trasformazione digitale. Inoltre l’intelligenza artificiale, la robotica, l’industria 4.0, segnano l’ingresso sempre più invadente delle macchine nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Nello specifico, in “Future of Jobs”, report del World Economic Forum sono elencate le seguenti 10 skills fondamentali per questo anno e per il futuro del lavoro.

1) Il problem solving in situazioni complesse. Al primo posto nella classifica del WEF, la competenza inerente la comprensione, la gestione e la soluzione dei problemi risulta la più richiesta nell’attuale contesto lavorativo. In una situazione economica sempre più intricata, è fondamentale essere flessibili, adattabili e possedere la capacità di interpretazione e gestione dei nuovi contesti al fine di individuare le criticità, elaborare strategie ottimali e identificare, in breve tempo, una soluzione a problemi complessi.

2) Pensiero critico. La capacità di sviluppare un pensiero caratterizzato da accuratezza, precisione e competenza nell’analisi e nella valutazione delle diverse situazioni è al secondo posto tra le skills necessarie per lavorare nell’Industria 4.0. Il pensiero critico è caratterizzato dall’abilità di utilizzare la logica e il ragionamento, analizzando le possibili soluzioni, i pro e i contro di queste. È costituito, infatti, dalla rilevazione e dall’osservazione dell’esperienza e da una successiva, efficace e accurata rielaborazione di questa.

3) Creatività. Sempre di più in questi anni le aziende stanno investendo sullo sviluppo del pensiero creativo come competenza chiave da acquisire e potenziare al fine di rispondere ai processi di cambiamento, più rapidi e differenti rispetto al passato. Questi scenari maggiormente complessi e in continua trasformazione spingono i leader a ricercare persone in grado di unire le informazioni a disposizione per elaborare nuove idee e soluzioni innovative volte a garantire una maggiore competitività.

4) Gestione delle persone. Il capitale umano rappresenterà sempre la risorsa più importante di un’azienda, nonostante lo sviluppo tecnologico. Per questo è fondamentale, in particolare nei manager e nei leader, possedere la capacità di motivare, valorizzare le persone che fanno parte del proprio team, affidare loro compiti e mansioni in linea con il loro potenziale e dare loro feedback costruttivi e di miglioramento. Per fare ciò è necessario essere un leader emotivamente intelligente, oltre a possedere la capacità di prendere decisioni efficaci. Quindi, gestione delle persone non si riconduce al mero organizzare i compiti, il lavoro e il team.

5) Coordinarsi con gli altri. Il lavoro in team è uno dei fattori più importanti all’interno di un’azienda. A dimostrazione di ciò, sono sempre di più gli interventi formativi a riguardo. Nello specifico, l’attenzione è focalizzata sulla capacità di lavorare insieme, sulla costruzione del gruppo e, soprattutto, sulla creazione di una sinergia che porti al raggiungimento di un obiettivo comune attraverso l’apporto e la coordinazione di tutti i componenti del gruppo. A tal fine, è necessario organizzare il lavoro da fare definendo le priorità e cambiarle quando e se necessario, facendo fronte agli ostacoli. 

Il titolo di studio e le hard skill non basteranno più, spiegano dal World Economic Forum. Le aziende richiedono abilità di problem solving, attenzione ai dettagli e capacità di apprendimento continue, anche senza il “pezzo di carta”

 Il futuro del lavoro non riguarderà solo le hard skill; si tratterà di abilità lavorative olistiche», spiegano. «Quando si tratta di competenze, i datori di lavoro cercano qualcosa di più delle semplici competenze orientate alle tecniche. Le aziende richiedono persone con un occhio per i dettagli, capacità creative di problem solving, una mentalità collaborativa e l’abilità di affrontare ambiguità e complessità. Anche queste sono capacità che possono essere apprese, spesso con programmi specifici».

 

6) Intelligenza emotiva. L’intelligenza emotiva viene definita da Mayer e Salovey come l’abilità di percepire ed esprimere le emozioni, di saperle utilizzare, comprendere e gestire, in sé stessi e negli altri. Più nello specifico, si riferisce alla capacità di saper riconoscere l’informazione trasmessa dalle emozioni individuandone le cause e le possibili conseguenze, sapendo classificare e descrivere accuratamente emozioni e stati d’animo anche complessi, sapendovi riflettere ed integrandoli nei processi cognitivi, in maniera adattiva, per migliorare l’attività di pensiero, di problem solving, di decision making e di progettazione. Appare evidente, dunque, che si tratta di una competenza indispensabile per i team ed i manager, i quali si trovano a dover gestire e coordinare un gruppo di collaboratori.

7) Capacità di giudizio e di prendere decisioni. Possedere questa competenza è fondamentale, in particolar modo per i manager. Infatti, prendere decisioni strategiche al momento opportuno, soprattutto in momenti di difficoltà quando risulta ancora più complesso, permette di reagire e affrontare al meglio il cambiamento e il superamento di situazioni critiche.

8) Orientamento al servizio. In un mercato sempre più competitivo, in cui le tipologie di clienti sono sempre più variegate, è imprescindibile la capacità di individuare e riconoscere i bisogni degli altri, al fine di soddisfarli al meglio, adottando un atteggiamento attento e collaborativo.

9) Negoziazione. Al penultimo posto della lista delle 10 skills fondamentali nel 2020 e nel futuro del lavoro, troviamo la negoziazione. Questa competenza è strategica all’interno del contesto lavorativo poiché assicura non solo benessere relazionale, ma anche economico, sia a livello aziendale che individuale. È importante dunque affinare tale competenza e non improvvisare affidandosi al buon senso e all’istinto nelle diverse interazioni con gli altri.

10) Flessibilità cognitiva. Quest’ ultima competenza è necessaria al fine di gestire al meglio il cambiamento e rispondere a situazioni nuove e impreviste. Nello specifico, si intende quindi la flessibilità di risposta, ovvero la capacità di modulare le proprie risposte e comportamenti affrontando in maniera intelligente e veloce il cambiamento di compiti, mansioni o regole. 

Secondo il World Economic Forum, nel prossimo decennio più di un miliardo di posti di lavoro saranno trasformati dalla tecnologia. Per questo molte aziende stanno aprendo sempre più posizioni nell’ambito dell’economia dei dati e dell’intelligenza artificiale, oltre a quelle nel campo dell’ingegneria, del cloud computing e dello sviluppo dei prodotti. Tutti profili che, secondo il rapporto Jobs of Tomorrow del Forum, possono essere ricoperti anche da chi non ha una laurea. «Il futuro del lavoro non avrà a che fare con la laurea, ma con le competenze», scrivono dal Forum. «Ora abbiamo l’opportunità di guidare coloro che non hanno una laurea verso carriere di successo e aumentare la diversità tra la nostra forza lavoro».

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